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ALCUNI RIFERIMENTI TEORICI ...

 

 

Illimitati sono gli ambiti nei quali trovano applicazione i sistemi AIDC…

… distribuzione commerciale, vendita al dettaglio e all’ingrosso, operazioni a banco in mobilità gestione inventari…

… magazzini, ricevimento e carico merce, giacenze, ordini, stock, scorte, verifica prezzi…
… settore farmaceutico, vendita a banco e gestione del magazzino in farmacie, parafarmacie, erboristerie…
  … strutture sanitarie, terme, centri benessere, monitoraggio, prescrizioni, cure e servizi ad utenti, ospiti, pazienti…
… associazioni sportive o turistiche, centri polivalenti, piscine, spogliatoi, scuole, per rilevare il flusso utenti e la fruibilità ai servizi…
… sicurezza e sorveglianza, identificazione e controllo di accessi e varchi in ambienti di lavoro, aree riservate, eventi, manifestazioni o fiere…
… pattugliamento e sicurezza da parte delle forze di polizia, verifica dei dati di documenti d’identità elettronici e carte bancarie a contrasto di frodi e falsificazioni…
…sistemi fidelity, prepagato, postpagato e raccolta punti in tutte le attività di distribuzione commerciale, bar, ristoranti, catene di distribuzione…
…ristorazione sociosanitaria e scolastica, aziendale, bar, ristoranti , prenotazione e consumazione pasti, crediti, sistemi prepagati o raccolte punti…
…tracciabilità a supporto di cicli produttivi, anche a contrasto della contraffazione…

…tracciatura e controllo delle fasi operative nell’ambito della raccolta rifiuti e servizi ecologistici, per pubbliche amministrazioni, operatori ambientali di servizi a comunità…

..erogazione automatica di prodotti o servizi al pubblico, impianti di autolavaggio, shop service in ambito sanitario, tabacchi, ristorazione…


… e molti altri ancora…

IDENTIFICAZIONE ED ACQUISIZIONE AUTOMATICA DEI DATI (AIDC)

Acronimo di Automatic Identification and Data Capture, AIDC indica un comparto estremamente vasto di tecniche per l’ identificazione la cattura automatiche dei dati, per raccogliere informazioni di beni, individui, immagini, suoni, senza immissione manuale.

 Codici a barre monodimensionali (1D) 

La tecnologia per il trasporto dati più sviluppata è quella dei codici a barre monodimensionali (1D), “scritte” numeriche o alfanumeriche con una rappresentazione grafica ad elevato contrasto per essere letti e decodificati da dispositivi a scansione restituendo l’informazione al PC.  Sono codici applicati su qualsiasi oggetto posto in vendita come elemento di riconoscimento, il loro utilizzo è veloce e sicuro, l’operatore non deve digitare nulla, sono i dispositivi che inviano il codice direttamente al computer, collegati al PC tramite cavo oppure scaricano i dati dopo essere stati inseriti nelle apposite “culle”, in altri casi comunicano con il PC in modalità wireless (via onde radio).

Codici bidimensionali (2D)

Il nuovo tipo di codice visivo che si sta diffondendo è quello bidimensionale (2D) che, rispetto al tradizionale codice a barre, presenta sostanzialmente tre principali vantaggi: 1) sfruttando la codifica sia sulla dimensione orizzontale che su quella verticale del simbolo, aumenta sensibilmente la capacità di memorizzazione. 2) può essere letto anche se la sua superficie è danneggiata fino al 50% perchè i metodi di correzione si basano sulla ridondanza. 3) si possono usare diverse tecnologie di stampa adattandosi a diverse aree di grandezza offrendo, quindi, grande flessibilità applicativa.
Le informazioni sono rappresentate da un insieme di moduli bianchi e neri o colorati che formano figure quadrate o rettangolari, il numero di informazioni che possono contenere può arrivare ad alcune migliaia di caratteri, oltre 3000 caratteri ASCII che vengono acquisiti ed interpretati dai terminali mobili dotati di fotocamera e client di decodifica.
Le tipologie maggiormente diffuse sono: Codice PDF417 (impiegato nei trasporti e sulle carte d’identificazione), Codice Datamatrix (impiegato su prodotti elettronici e nei servizi postali), ShotCode (non contiene dati, ma memorizza codici che ne consentono il collegamento ad un server), QR Code (Quick Response Code) (impiegato nella maggior parte dei casi, data la velocità di decodifica e la quantità di dati codificabili).
I moderni telefoni cellulari dotati di fotocamera, sono in grado di leggere e decodificare alcune tipologie di codici bidimensionali , aumentando notevolmente il loro ambito di utilizzo.

Carte con banda magnetica

La carta con banda magnetica è costituita da uno strato di PVC e tante particelle magnetiche di resina, simile al nastro di una cassetta audio, dove sono memorizzati i dati. La banda magnetica contiene le informazioni e si suddivide in tre parti chiamate “tracce”, ognuna con una differente capacità misurata in caratteri, numerici o alfa-numerici. La banda magnetica può essere codificata ad alta o a bassa densità (HiCo-High Coercivity e LoCo-Low Coercivity) e questa differenza indica la sicurezza e la resistenza dei dati codificati. Una banda magnetica HiCo è nera e codificata con un campo magnetico più forte (2750 Oersted), la probabilità che i dati codificati vengano cancellati se esposti a un campo magnetico esterno diminuisce.  Questa procedura è consigliata quando è necessario che la carta e le informazioni si conservino a lungo come nelle carte di credito o per il controllo accessi. Una banda magnetica LoCo è di colore marrone ed è codificata con un campo magnetico a bassa intensità (300 Oersted), ideale per le applicazioni a breve termine come gift card.

Carte con dispositivo chip smart card

La smart card è un dispositivo che elabora e/o memorizza i dati; di formato identico alle carte a banda magnetica, al posto di quest’ ultima è presente un chip nel quale risiedono microprocessore, memoria e sistema operativo. Il microprocessore gestisce le operazioni di calcolo/lettura/scrittura sui dati presenti in memoria (che spesso sono cifrati), la memoria ha il compito di conservare dati e programmi, il sistema operativo gestisce la sicurezza della carta e dei dati in essa contenuti. In base all’interfaccia di collegamento esterno di scambio dati, le smart card si classificano in:
1) Carte a contatto – scambio delle informazioni attraverso il chip della carta ed i contatti del lettore;
2) Carte a prossimità o contactless – scambio delle informazioni per trasmissione in radio frequenza, la lettura/scrittura della carta avviene ad elevata velocità, senza contatto e a distanza dall’apposito lettore;
3) Carte ibride o combo – sono presenti sia il chip della carta a contatti, che la tecnologia a prossimità.

Riconoscimento automatico dei caratteri (OCR)

Il riconoscimento ottico dei caratteri (Optical Character Recognition – OCR), o riconoscimento del testo, è una soluzione innovativa per la lettura ottica da moduli cartacei che permette di convertire informazioni stampate su carta in informazioni digitali manipolabili, come se fossero state trascritte dalla tastiera di un computer. I moduli cartacei sono largamente utilizzati e l’inserimento manuale dei dati rappresenta un limite nei processi di elaborazione dei moduli e di archiviazione dei documenti. I moderni dispositivi OCR analizzano, riconoscono e codificano informazioni stampate o scritte in caratteri alfanumerici e sono in grado di leggere la maggior parte di documenti strutturati, cioè stampati e scritti con calligrafia molto precisa e regolare. Gli ambiti di applicazione di questa tecnologia sono molteplic, laddove si usano moduli o documenti cartacei da cui ottenere dei dati da gestire in formato elettronico, come ricette farmaceutiche, test d’ingresso e d’orientamento, moduli di selezione aziendale, quiz e prove d’ esame, documenti d’ identità, banconote.

Identificazione biometrica

Il metodo più sicuro e tecnologicamente più avanzato oggi è l’identificazione biometrica, una tecnica computerizzata per il riconoscimento di un individuo attraverso la misurazione di alcune caratteristiche biologiche acquisite da sensori e confrontate con dei dati già presenti all’interno di un database.
Le misurazioni biometriche si possono suddividere in due categorie: 1) fisiologiche ( es. DNA, impronte digitali, altezza, peso, colore e dimensione dell’ iride, le retina, etc…) 2) comportamentali (l’ impronta vocale, la scrittura, la postura, etc…). La biometria ha fatto notevoli progressi raggiungendo affidabilità ed efficienza dato che i tratti biometrici non possono essere dimenticati o persi, falsificati trasferiti ad altri. Oggi le tecnologie più comunemente utilizzate sono quelle basate sull’impronta digitale, la geometria della mano o del volto, le caratteristiche vocali e dell’iride. Un maggio uso di sistemi biometrici si ha nell’autenticazione degli accessi fisici in locali protetti, controllo degli accessi logici a reti informatiche e a dati riservati, servizi bancari, di sicurezza nelle transazioni finanziarie, prevenzione delle frodi, anti contraffazione dei documenti d’identità elettronici, schedatura dei criminali, sicurezza negli aeroporti, investigazione e sorveglianza.

Identificazione in radiofrequenza (RFID-NFC)

RFID (Radio Frequency IDentification) indica l’identificazione attraverso una trasmissione in radio frequenza, un sistema che si compone di tre elementi fondamentali:
1) il TAG, collocato sull’unità da identificare, un transponder in radiofrequenza di piccolissime dimensioni, costituito da un chip (circuito integrato) con funzioni di semplice logica di controllo e dotato di memoria. Può essere prodotto in diverse forme (etichetta, card, capsula, ..) ed applicato a beni, persone o animali, consentendone l’ identificazione senza alcun collegamento o contatto fisico diretto. Salvo eccezioni, i dati contenuti nella memoria del TAG sono limitati ad un codice univoco (identificativo).
2) Reader, che funge da interprete tra il mondo fisico e quello del sistema di gestione dati. E’ un ricetrasmettitore controllato da un microprocessore ed usato per interrogare e ricevere le informazioni in risposta dai TAG. E’ connesso al sistema di elaborazione dati via cavo o wireless, pertanto esisteranno reader fissi, portatili o sotto forma di schede da integrare in altri dispositivi.
3) Sistema di gestione ed elaborazione dati, connesso in rete con i Reader, consente di ricavare tutte le informazioni disponibili associate alle unità da identificare e di gestire tali informazioni in funzione all’ applicazione specifica.
Un’evoluzione della tecnologia RFID è individuabile nel sistema Near Field Communication (NFC) o Comunicazione di prossimità, che permette di far dialogare due dispositivi senza fili (wireless) a corto raggio (fino a un massimo di 10 cm). Contrariamente all’ RFID, l’NFC consente una comunicazione bidirezionale: quando due dispositivi NFC vengono accostati si crea una rete ed entrambi possono inviare e ricevere informazioni (scambio, lettura e scrittura). Per esempio tramite un telefono cellulare NFC si possono effettuare pagamenti semplicemente avvicinando il cellulare all’apparato NFC del punto vendita perché i dati per il pagamento, come il numero della carta di credito, sono memorizzati nel chip della smart card integrata al cellulare.